con Jessica Strgar
Educatrice cinofila
Qualche giorno fa, mi sono imbattuto nel reel di un addestratore cinofilo…
“Di nuovo? Ma la vuoi smettere di perdere tempo su Instagram?”
Avete ragione, dovrei smetterla, è che sono curioso e penso che ci sia sempre qualcosa da imparare dagli altri, soprattutto sugli argomenti di cui non so abbastanza, per cui seguo un sacco di profili, ascolto e rifletto su quello che le persone hanno da dire; cerco, insomma, di formarmi una mia idea.
Il reel in questione mi ha lasciato tuttavia molto perplesso, perché andava a toccare uno dei capisaldi della mia pur modesta cultura cinofila, ossia l’uso della pettorina. Questo addestratore – molto seguito su Instagram – la sconsiglia affermando che induce il cane a tirare a differenza del collare che scoraggia questo comportamento. Per sostenere la sua tesi, fa l’esempio dei cani da slitta, spiegando che la pettorina nasce in quel contesto proprio per consentire al cane di aumentare la sua capacità di trainare carichi pesanti. In pratica, secondo lui, sarebbe lo strumento, poiché concepito per assolvere a una specifica funzione, a incoraggiare il comportamento indesiderato del cane.
Ho subito pensato alle mie scarpe.
Cosa c’entrano? C’entrano: non uso infatti quasi mai la tradizionale scarpa da uomo, preferisco le scarpe da ginnastica, eppure non mi è mai scattato l’impulso di mettermi a correre. Secondo la sua logica, dal momento che le scarpe da ginnastica nascono in ambito sportivo per migliorare la prestazione – è solo negli anni ’50 che i giovani americani hanno iniziato a portarle al di fuori di quel contesto – indossarle dovrebbe spingerci tutti a correre come fossimo Forrest Gump.
Allora ho chiesto a Jessica Strgar, educatrice cinofilia e “maestra” della mia Kyra, già nota ai lettori di MinimiTermini, se volesse dedicarci un po’ del suo tempo per aiutarci a chiarire la questione.
Bentornata tra noi, Jessica.
Bentrovato Oreste,
è un piacere tornare su MinimiTermini.
La pettorina incita il cane a tirare? Assolutamente no.
Iniziamo col dire che dietro un cane che tira al guinzaglio possono esserci diverse motivazioni: alti livelli di stress e di ansia, paura dell’ambiente circostante, sensibilità ai rumori, conflitto con il proprietario, scarso autocontrollo, difficoltà a gestire l’emotività e molto altro ancora. Quindi, dobbiamo innanzitutto chiederci perchè il nostro cane tira al guinzaglio. Io, proprietario, sono presente o distratto? Sto utilizzando bene il guinzaglio o sto creando tensione involontariamente? Il mio cane è tranquillo o è preoccupato? Ha paura di qualche rumore? Ha dolore?
Spesso il cane tira al guinzaglio non per un problema di “tecnica”, ma per un vero e proprio problema comportamentale che merita di essere preso in considerazione e affrontato con l’aiuto di un medico veterinario comportamentalista, che si avvarrà dell’educatore cinofilo per la parte pratica del lavoro sul cane. Insistiamo molto sul lavoro in equipe perché la sinergia tra le due professionalità permette un approccio alla soluzione del problema comportamentale altamente efficace. L’educatore cinofilo può aiutare il proprietario a mettere in pratica soluzioni concrete, supportare correttamente il cane e il proprietario nel lavoro, insegnare tecniche che possano aiutare il cane nelle sue difficoltà. Il medico veterinario, invece, è fondamentale quando le emozioni prendono il sopravvento e il cane si trova in una situazione mentale non ottimale per apprendere. Per apprendere nuove strategie, serve una condizione emotiva neutra, altrimenti la componente emotiva avrà la meglio su quella cognitiva impedendo di memorizzare le nuove informazioni.
Tirare al guinzaglio è un comportamento che rappresenta la punta dell’iceberg e nasconde difficoltà più complesse. Ecco perché spesso abbiamo a che fare con cani che tirano e proprietari esausti che hanno provato tanti metodi senza vedere un miglioramento. se il cane vive la passeggiata in una condizione di ansia o ha semplicemente paura dei rumori della città, potrebbe tirare al guinzaglio per scappare da quella situazione; quindi possiamo usare wurstel, bistecche e tutto il ben di Dio del banco salumi ma quel cane continuerà a tirare per il semplice fatto che si trova in una situazione mentale che non gli consente di essere lucido e propenso al ragionamento e all’apprendimento. Spesso si tende a non dare il giusto peso a questa realtà, cercando poi di utilizzare metodi e strumenti coercitivi che non risolvono il problema e possono invece aumentare il conflitto e la distanza emotiva tra cane e proprietario.
Fatta questa premessa, possiamo parlare di un rimedio universale che risolva il problema del cane che tira?
Di nuovo, assolutamente no.
La pettorina è lo strumento migliore per la passeggiata con il nostro cane e mi riferisco, in particolare, alla pettorina ad H.


A differenza del collare, con essa il collo del cane e le articolazioni delle spalle restano liberi di muoversi, il cane ha la possibilità di annusare più liberamente e di comunicare meglio. Per esempio, uno dei segnali che possiamo cogliere è quando, in una situazione di disagio, il cane porta il naso a terra facendo finta di annusare e quindi mandandoci un segnale cosiddetto di evitamento e noi, proprietari attenti, possiamo intervenire allontanandoci dallo stimolo che ha messo in difficoltà il nostro cane o assumendo una postura di tutela. Un cane magari potrebbe voler distogliere lo sguardo da un altro per abbassare un po’ la tensione e con la pettorina questo è possibile farlo avendo il collo libero da ogni trazione.
Per finire, una delle cose fondamentali per un cane è annusare.
Annusare permette al cane di muoversi in un mondo fatto di infiniti odori; di conoscere, di percepire stati d’animo e, cosa importantissima, usare il naso aiuta a rilassarsi. Un cane che tira al guinzaglio potrebbe non riuscire ad usare il naso in modo adeguato, tendendo così a usare prevalentemente la vista, che però alza la reattività. Grazie, invece, all’olfatto in una situazione di stress/eccitazione sarà possibile ritrovare una condizione di maggiore calma e tranquillità con conseguente aumento dell’autocontrollo, che in questi casi riduce un’eventuale risposta impulsiva verso uno stimolo.
La pettorina possiamo usarla con diverse tecniche che ci permettono di lavorare sul baricentro corretto del cane, che deve essere centrato; altrimenti, se spostato in avanti, indurrà il cane a tirare. Postura e componente emotiva sono collegate tra loro: una influisce sull’altra, ma per questo argomento lascerei la parola alla dottoressa Manari.
Jessica Strgar

Sono nata a Gorizia il 13/03/1992.
I cani e gli animali in genere sono sempre stati una mia passione. In seguito all’esperienza di volontaria in canile e per aiutare la mia cagnolina Zola ho deciso di iniziare a formarmi ufficialmente. Mi sono iscritta alla scuola ABSolute Animal di Anne Bigi e in seguito ho frequentato corsi, webinar e seminari sempre inerenti al tema delle problematiche comportamentali. Quando non aiuto i cani e le persone a ritrovarsi, mi prendo cura dei miei animali.


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