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Il blog di Oreste Patrone


  • Elogio della [mia] mediocrità

    Elogio della [mia] mediocrità

    C’è una parola ingiustamente maltrattata dai nostri tempi. Una parola che personalmente, invece, adoro. È “mediocre”. Mi piace persino il suono. Deriva dal latino mediocris, composto da medius [medio, che sta nel mezzo] e ocris [una roccia o rupe scoscesa], indicando originariamente qualcosa che si trova a metà strada, una misura o qualità media. Mediocre… Continue reading

  • Informarsi è comprendere?

    Informarsi è comprendere?

    L’idea che informarsi significhi entrare semplicemente in possesso di alcune informazioni è sbagliata. Leggere una sentenza, una direttiva europea, uno studio scientifico o un articolo specialistico non significa automaticamente comprendere una materia. Significa, semmai, entrare in contatto con uno dei frammenti di una costruzione spesso molto ampia, fatta di interpretazioni, correzioni, errori superati, evoluzioni tecniche,… Continue reading

  • Non guardare giù

    Non guardare giù

    Certe volte è come camminare in equilibrio su una corda sospesa nel vuoto: serve un impegno costante, un’attenzione continua, per non cadere. Ci si può aiutare restando impegnati, riempiendo le giornate, dedicandosi ad attività che tengono la mente occupata. Funziona, in parte. Ma c’è qualcosa che nessuna occupazione riesce davvero a coprire. Bisogna imparare a… Continue reading

  • 25 aprile 2026

    25 aprile 2026

    Il 25 aprile rappresenta la linea di faglia tra due narrazioni opposte e ben note. Scegliere di parlarne significa quasi sempre sceglierne una, sfidando l’altra. Non credo che esistano grosse possibilità di mediazione, almeno quanto mi riguarda. Ho capito tuttavia che si può guardare la Liberazione per quello che è stata, senza omissioni. Con l’onestà… Continue reading

  • Il rammarico e il sollievo

    Il rammarico e il sollievo

    Una volta ho scritto che se incontrassi il me stesso che sognava di compiere cinquant’anni, gli direi di imparare a dire di no, perché i “no” tracciano confini importanti e i confini permettono di crescere. Io non sono stato molto bravo a dirli — ne ho detti pochissimi nella mia vita, soprattutto dentro la famiglia, finendo per… Continue reading

  • Questa volta, no

    Questa volta, no

    L’articolo di oggi è, per certi versi, un non articolo. Non perché mi manchino le idee, ma perché non sono riuscito a portarle a compimento nel tempo che preventivato. Avevo pianificato, come faccio sempre, con un certo anticipo. È una disciplina che mi sono dato e che negli ultimi mesi ha funzionato come un orologio svizzero… Continue reading

  • IA umana, troppo poco umana

    IA umana, troppo poco umana

    di Giuseppe Caserta Siamo a Mosca, nell’Unione Sovietica degli anni ‘80. La guerra fredda è nel suo pieno e sul ring si combatte un incontro all’ultimo sangue tra il fortissimo atleta locale Ivan Drago e l’ex campione dei pesi massimi Rocky Balboa. In gioco non c’è soltanto il prestigio nazionale, ma anche la vendetta per… Continue reading

  • Al di qua dell’Isonzo

    Al di qua dell’Isonzo

    Da tempo mi domando cosa significhi appartenere a un luogo, sempre ammesso che significhi qualcosa. Sono nato a Gorizia, ma sono cresciuto a Farra d’Isonzo da genitori napoletani. Non mi sento di Farra: ci sono cresciuto, ma questo non basta. Non mi sento nemmeno di Gorizia, dove pure vivo da vent’anni. Mi manca quella profondità… Continue reading

  • Dal vinile al Cloud: la musica ai tempi del rock’n’scroll

    Dal vinile al Cloud: la musica ai tempi del rock’n’scroll

    di Andrea Olivieri “Niente è più dolce di un disco non ancora ascoltato” Mentre mia figlia adolescente canticchia il ritornello di “Boys dont’t cry”, da quel capolavoro di pop nervoso e zuccherino che fu l’esordio dei Cure (“Three Imaginary Boys”, 1979), chiedendomi (lei a me) se lo conosco, sgrano bestemmie  come un rosario. Intanto scopro che… Continue reading

  • Scrivere come Oreste

    Scrivere come Oreste

    Per tanti anni ho pensato che scrivere significasse fare narrativa. Inventare storie, creare personaggi, costruire le traiettorie dei protagonisti imparate sui manuali. Era l’idea che mi ero fatto leggendo gli scrittori che avevo amato da ragazzo. Se quella era la letteratura, allora quello era il terreno su cui bisognava misurarsi. Continue reading