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Il blog di Oreste Patrone


Non guardare giù

Certe volte è come camminare in equilibrio su una corda sospesa nel vuoto: serve un impegno costante, un’attenzione continua, per non cadere. Ci si può aiutare restando impegnati, riempiendo le giornate, dedicandosi ad attività che tengono la mente occupata. Funziona, in parte. Ma c’è qualcosa che nessuna occupazione riesce davvero a coprire.

Bisogna imparare a non guardare giù.
Nei film lo dicono sempre, quando qualcuno è sospeso nel vuoto: “non guardare giù, guarda me”. Eppure è il contrario di ciò che verrebbe naturale fare. La tentazione è guardare, misurare la profondità, capire quanto è reale il pericolo. Ma è un errore.

La paura non è uno strumento di misura. È uno specchio deformante. Amplifica, distorce, si alimenta da sola, allarga il vuoto sotto i piedi fino a farlo sembrare infinito. Più la guardi, più cresce e più ti convince che non ce la farai. Non si tratta di eliminarla, quello sarebbe impossibile.
Si tratta di accettare che non è lì per dirti la verità.

Allora resta una cosa sola da fare: continuare a camminare. Mantenere l’equilibrio. E non guardare giù.
Che è, appunto, la parte più difficile.

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