riflessioni
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Il prestigio senza il peso

Ho notato che i Mondiali di calcio hanno un curioso effetto sociale. Quando gioca la Nazionale, in particolare, ogni italiano diventa un commissario tecnico che non ce l’ha fatta. Quest’anno il fenomeno è attenuato perché l’Italia non si è qualificata, ma il meccanismo resta. E, a pensarci bene, non riguarda solo il calcio. Continue reading
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La verità su di noi

Quando trovo su un libro una frase che mi colpisce, la annoto su un quaderno che tengo apposta. È un’abitudine che risale a quando ero ragazzo che oggi, nell’epoca dell’intelligenza artificiale e delle risposte immediate, rappresenta una concessione analogica, vagamente nostalgica, quasi un atto di resistenza. Continue reading
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Informarsi è comprendere?

L’idea che informarsi significhi entrare semplicemente in possesso di alcune informazioni è sbagliata. Leggere una sentenza, una direttiva europea, uno studio scientifico o un articolo specialistico non significa automaticamente comprendere una materia. Significa, semmai, entrare in contatto con uno dei frammenti di una costruzione spesso molto ampia, fatta di interpretazioni, correzioni, errori superati, evoluzioni tecniche,… Continue reading
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25 aprile 2026

Il 25 aprile rappresenta la linea di faglia tra due narrazioni opposte e ben note. Scegliere di parlarne significa quasi sempre sceglierne una, sfidando l’altra. Non credo che esistano grosse possibilità di mediazione, almeno quanto mi riguarda. Ho capito tuttavia che si può guardare la Liberazione per quello che è stata, senza omissioni. Con l’onestà… Continue reading
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IA umana, troppo poco umana

di Giuseppe Caserta Siamo a Mosca, nell’Unione Sovietica degli anni ‘80. La guerra fredda è nel suo pieno e sul ring si combatte un incontro all’ultimo sangue tra il fortissimo atleta locale Ivan Drago e l’ex campione dei pesi massimi Rocky Balboa. In gioco non c’è soltanto il prestigio nazionale, ma anche la vendetta per… Continue reading
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Al di qua dell’Isonzo

Da tempo mi domando cosa significhi appartenere a un luogo, sempre ammesso che significhi qualcosa. Sono nato a Gorizia, ma sono cresciuto a Farra d’Isonzo da genitori napoletani. Non mi sento di Farra: ci sono cresciuto, ma questo non basta. Non mi sento nemmeno di Gorizia, dove pure vivo da vent’anni. Mi manca quella profondità… Continue reading
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Dal vinile al Cloud: la musica ai tempi del rock’n’scroll

di Andrea Olivieri “Niente è più dolce di un disco non ancora ascoltato” Mentre mia figlia adolescente canticchia il ritornello di “Boys dont’t cry”, da quel capolavoro di pop nervoso e zuccherino che fu l’esordio dei Cure (“Three Imaginary Boys”, 1979), chiedendomi (lei a me) se lo conosco, sgrano bestemmie come un rosario. Intanto scopro che… Continue reading
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Scrivere come Oreste

Per tanti anni ho pensato che scrivere significasse fare narrativa. Inventare storie, creare personaggi, costruire le traiettorie dei protagonisti imparate sui manuali. Era l’idea che mi ero fatto leggendo gli scrittori che avevo amato da ragazzo. Se quella era la letteratura, allora quello era il terreno su cui bisognava misurarsi. Continue reading
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Il diritto a non avere un’opinione

In questi giorni, sui social abbondano le notizie sulla guerra in corso, sugli attacchi missilistici, sulla politica estera degli Stati Uniti e sul diritto internazionale. Non voglio fare il solito discorso, quello per cui oggi siamo tutti esperti di diritto internazionale e domani magari lo saremo di sci alpinismo o di biathlon. Non è questo… Continue reading

