Quota 800, nota anche come Quota Papa in onore del generale Achille Papa, che nel 1917 guidò con successo l’assalto a questo caposaldo, è un’altura dell’Altipiano della Bainsizza [Banjška planota]. Oggi ci sono tornato con Stefano, dopo anni. Quando siamo arrivati al monumento dedicato al generale, mentre lui compilava il libro di vetta mi sono messo a riflettere sul perché ami tanto questi luoghi e ne ho scoperto un nuovo, che ha sempre a che fare con la memoria. Così mi sono messo a dettare questi appunti sul telefono, per non perdere lo spunto.
Questo altopiano è, prima di tutto, un’eredità, non solo storica ma affettiva, interiore. Bainsizza, Montesanto, Sabotino e San Gabriele hanno in comune il fatto di essere appartenuti a Gorizia. Attraversarli è, in qualche modo, un modo per riallacciarsi a un passato rimasto appena oltre una linea invisibile, oggi sempre più sottile. Non parlo di quella rivendicazione nostalgica di alcuni legata all’idea che “un tempo questa era tutta Italia”: per carità, siamo nel 2025 e non è questo il punto. Si tratta, piuttosto, della sensazione che certi luoghi più di altri portino impressi i segni dell’identità di chi li ha vissuti. Salire sul Sabotino, per esempio, restituisce una continuità concreta con la storia di Gorizia. Lo stesso vale per il Montesanto e per la Bainsizza, per l’appunto, dove la densità di cippi, mausolei e monumenti è tale che, se non fosse per i cartelli in sloveno, si potrebbe credere di non aver mai attraversato un confine. E questo mi porta a riflettere sull’idea stessa di confine: una linea invisibile, tracciata sulle mappe e nelle leggi, ma che nulla può contro la continuità della storia.
Non c’è confine che possa davvero spezzare la memoria. Ogni volta che ci si è provato, ogni volta che si è tentato di interrompere quella continuità, è finita male.
C’è tanta gente che va sul San Michele, che visita il museo della Grande Guerra, che guarda i gioielli della memoria ufficiale. Ma tornare qui, nei luoghi più appartati, è diverso: è come percorrere sentieri che diventano sentire. È camminare dentro la memoria, non solo sopra di essa. Oggi ho capito che mi piace tornarci anche per questo.
“Papà, cosa scrivo dove c’è scritto provenienza?”
“Scrivi: dal ricordo.”
“In che senso?”
“Gorizia. Scrivi Gorizia.”
È giovane.
Capirà.



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