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Il blog di Oreste Patrone


  • I maranza ce li meritiamo

    I maranza ce li meritiamo

    di Andrea Olivieri Lungo tutto Novecento, in Italia come nel mondo, ogni movimento giovanile ha prodotto una sua precisa sottocultura, riconoscibile da un certo linguaggio, un determinato stile nel vestire e uno specifico genere musicale. Ci sono state epoche particolarmente ricche sotto questo profilo, capaci di produrre una moltitudine di tribù urbane, con il loro… Continue reading

  • L’eco altrui

    L’eco altrui

    In un precedente articolo ho parlato del valore del silenzio, di come tacere possa rappresentare, in certi contesti, una scelta dettata dal desiderio di non alimentare l’entropia generale, di smorzare i toni di scontri già abbastanza accesi. Il silenzio ci permette anche di osservare ciò che accade con una lucidità che chi è immerso nel… Continue reading

  • Dove nessun cane era mai arrivato

    Dove nessun cane era mai arrivato

    Che cos’hanno in comune Star Trek e i Peanuts?In entrambi, tanto nell’universo fantascientifico creato da Gene Roddenberry quanto nei fumetti di Charles Schulz, compare un cane di razza Beagle. Se, tuttavia, la fama di Snoopy ha attraversato generazioni e continenti facendone un’icona globale, meno noto è Porthos, il cane che accompagna il capitano Jonathan Archer… Continue reading

  • Il cammino verso me

    Il cammino verso me

    Manca poco.Ancora un paio di mesi e compirò finalmente cinquant’anni.Ho già spiegato in un precedente articolo perché questa età ha un valore speciale, per me. È legata a un episodio risalente a quando avevo appena iniziato a lavorare. Uno stimato imprenditore friulano, personalità molto influente del suo mondo, dopo aver ascoltato la mia opinione su… Continue reading

  • Il nostro altrove

    Il nostro altrove

    C’è una scena, nella quarta stagione di Vikings, che adoro.Ci sono Ragnar e Lagertha che parlano davanti al fuoco, nel palazzo reale di Kattegat. Dopo anni di lontananza, di silenzi e di ferite che non si sono mai rimarginate del tutto, in qualche modo si sono ritrovati. È un momento intenso, sospeso tra la nostalgia… Continue reading

  • Il mio amico morto

    Il mio amico morto

    Io ho un amico morto.Si chiamava Carlo Alberto. Si chiama ancora così.L’8 agosto 1916, a vent’anni, in località Grafenberg sul Monte Calvario – giovane sottotenente della milizia territoriale del 231mo reggimento della brigata Avellino – morì lanciandosi su una granata per proteggere i suoi compagni. Continue reading

  • La serra dei sentimenti

    La serra dei sentimenti

    Recentemente, parlando con un’amica e lamentandoci dei rispettivi ritmi di vita, discutevamo di quanto non sia sempre facile fare quelle scelte che porterebbero a un alleggerimento. Ridurre gli impegni, dire qualche “no” in più, concedersi un po’ di respiro. Continue reading

  • Il pensiero sorvegliato

    Il pensiero sorvegliato

    Lo scorso settembre, nella Southwestern Middle School di Deland, Florida, un ragazzino di tredici anni ha digitato su un chatbot di intelligenza artificiale la domanda “Come posso uccidere il mio amico in aula?”. La frase è bastata a far scattare un protocollo d’emergenza. L’algoritmo del sistema di sorveglianza scolastica, progettato per monitorare in tempo reale le attività… Continue reading

  • I compromessi dell’habitat umano

    I compromessi dell’habitat umano

    Tempo fa, rientrando da Trieste, mi sono trovato a riflettere sui compromessi che ogni essere umano accetta nel modellare la propria esistenza. Continue reading